Insufficienza placentare: cause, diagnosi e trattamento

La placenta è un organo essenziale che si forma nel grembo materno all’inizio della gravidanza in continuità con il cordone ombelicale e svolge un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo del feto.

L'insufficienza placentare (definita anche "disfunzione placentare", "insufficienza uteroplacentare" o “insufficienza fetoplacentare”) è una grave anomalia che si osserva quando la placenta non si forma correttamente o viene danneggiata, limitando così l’apporto di nutrienti e ossigeno al feto. In caso di insufficienza placentare cronica si osserva una riduzione dell’apporto di calorie al feto con conseguente ritardo della crescita intrauterina.

Le funzioni della placenta durante la gravidanza

La placenta è un organo unico e complesso che si forma e inizia a crescere rapidamente all'interno dell'utero quando l’uovo fecondato si attacca alla parete uterina. La placenta e il cordone ombelicale sono essenziali per lo sviluppo del feto poiché insieme permettono il passaggio di sangue dalla madre al bambino.

Il sangue materno scorre nella placenta, che filtra e raccoglie l’ossigeno e le sostanze nutritive che passano poi nel sangue del bambino.

La placenta svolge diverse funzioni in questo processo, tra le quali:

  • Passaggio di ossigeno e nutrienti nel flusso sanguigno del bambino
  • Rimozione dell’anidride carbonica e delle sostanze di rifiuto dal circolo sanguigno fetale
  • Produzione di alcuni ormoni della gravidanza
  • Protezione del bambino dalle infezioni.

La placenta cresce prima del feto e continua a crescere durante tutta la gravidanza. Quando il bambino nasce, la placenta pesa mediamente circa 0,5-1kg e viene generalmente espulsa poco dopo il parto.

Le cause

L'insufficienza placentare è caratterizzata da un flusso sanguigno materno inferiore al normale. Per svolgere correttamente le sue funzioni, infatti, il sangue della madre deve circolare nella placenta a livelli normali, in caso contrario, le funzioni placentari sono alterate.

La diminuzione del flusso sanguigno materno, e la conseguente insufficienza placentare, può essere causata da diverse condizioni:

  • Ipertensione materna o malattie cardiovascolari
  • Diabete materno
  • Anemia
  • Assunzione di farmaci anticoagulanti durante la gravidanza
  • Il fumo o l’utilizzo di cocaina o anfetamine
  • Distacco della placenta

I sintomi

I sintomi dell’insufficienza placentare non sono sempre così evidenti; spesso questa grave condizione è asintomatica o caratterizzata solamente da una pancia piccola per l’età gestazionale o da movimenti fetali poco frequenti.

La diagnosi

Generalmente, quanto prima viene diagnosticata l’insufficienza placentare, tanto maggiori sono le probabilità di un esito favorevole. La chiave per una diagnosi tempestiva è un’assistenza prenatale attenta e puntuale e la possibilità di ottenere una diagnosi certa e definitiva è generalmente possibile grazie all’utilizzo di vari strumenti diagnostici prenatali, tra i quali:

  • Ecografia, che fornisce ai medici la possibilità di misurare in modo accurato le dimensioni placenta
  • Ecografia morfologica, che permette di stimare con precisione le dimensioni
  • Analisi del sangue, per verificare i livelli dell’alfa-fetoproteina prodotta dal fegato del bambino
  • Test da stress fetale, solitamente eseguito durante il monitoraggio fetale prenatale per monitorare la frequenza cardiaca fetale e altri indicatori di disagio

Trattamento

Sfortunatamente, nessun trattamento può risolvere con efficacia l’insufficienza placentare. Tuttavia, una gestione attenta può ridurre al minimo le conseguenze e gli effetti avversi di questa grave condizione. L’esito dipenderà dallo stato di avanzamento della gravidanza e dallo stadio di sviluppo del feto.

Se l’insufficienza placentare viene diagnosticata durante le ultime fasi della gravidanza (dopo la 35a settimana) è necessario programmare un parto cesareo. La maggior parte dei casi di insufficienza placentare si manifesta nelle prime fasi durante la gravidanza.

Il successo della gestione di questi casi dipende in gran parte dalla diagnosi precoce. Una volta diagnosticata l'insufficienza placentare, è necessario:

  • Monitorare eventuali segni di preeclampsia
  • Consultare uno specialista delle gravidanze ad alto rischio
  • Riposo assoluto a letto o in ambiente ospedaliero con monitoraggio frequente
  • Somministrazione di un ciclo di steroidi per accelerare lo sviluppo dei polmoni del bambino, organi che si sviluppano per ultimi prima della nascita (misura precauzionale nel caso si renda necessario il parto anticipato)

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