Placenta ritenuta: cause, gestione, rischi
Dopo la nascita del bambino, la madre deve espellere la placenta; se ciò non avviene naturalmente i medici devono intervenire per evitare infezioni molti gravi e potenzialmente fatali. Esistono tre tipologie di placenta ritenuta: placenta adherens, intrappolata e accreta. La rimozione può avvenire manualmente, con la somministrazione di farmaci o mediante intervento chirurgico. Nei casi più complessi può essere necessaria l’isterectomia.
Inserzione marginale del cordone ombelicale
La placenta e il cordone ombelicale sono organi temporanei essenziali per il passaggio di ossigeno e nutrienti dalla madre al bambino. Il corretto inserzione del cordone nella placenta è fondamentale perché questo sistema funzioni. Esistono, però, due condizioni in cui il cordone si attacca in modo anomalo. Una di queste, l’inserzione marginale del cordone, è particolarmente pericolosa poiché il cordone, attaccandosi lateralmente alla placenta, zona meno resistente e non in grado di sostenerlo correttamente, non consente un adeguato trasferimento dei nutrienti dalla madre al feto. Non esiste un trattamento indicato per questa complicazione; è essenziale, però, che venga diagnosticata il prima possibile per programmare il parto cesareo.
Rianimazione del neonato: quando è necessaria
L’apporto di ossigeno al neonato è di vitale importanza, sia durante la gestazione che nel momento del parto, quando il bambino deve iniziare a respirare in modo autonomo nel passaggio tra la vita intra-uterina e quella extra-uterina. Il 90% dei neonati completa il passaggio alla respirazione autonoma senza alcun intervento medico, mentre il 10% dei nuovi nati può necessitare di una qualche forma di intervento. Per l’1% dei nati può essere necessaria la rianimazione neonatale, procedura costituita da 4 fasi delineate da precise linee guida.

Infezioni da funghi in gravidanza

Infezioni da funghi in gravidanza
Sebbene un'infezione da funghi in gravidanza possa essere piuttosto fastidiosa, in particolare durante il terzo trimestre, generalmente è innocua sia per la madre che per il bambino e può essere facilmente trattata con farmaci antifungini. Una serie di accortezze possono prevenire che l’infezione da funghi si presenti più volte in gravidanza.

Epidurale e danni da parto al neonato

epidurale
L’epidurale è un metodo di somministrazione di un anestetico locale che addormenta la metà inferiore del corpo della partoriente per bloccare il dolore provato durante il travaglio e il parto. Gli effetti collaterali di questa pratica anestetica sono: abbassamento della pressione sanguigna, febbre, problemi di minzione, convulsioni, aumento del rischio di infezione, difficoltà respiratoria e danni ai nervi. L’epidurale non aumenta il rischio di parto cesareo ma può causare un leggero aumento di lesioni cerebrali fetali.

Lesioni alla nascita e cure prenatali

Lesioni alla nascita e cure prenatali
Molte delle lesioni alla nascita sono inevitabile poiché risultato di patologie congenite o anomalie dello sviluppo. Alcuni danni, invece, sono il risultato diretto di cure prenatali negligenti. È essenziale che la madre sia monitorata e assistita durante tutta la gravidanza rispettando gli appuntamenti programmati in ogni fase. L'assistenza prenatale è di natura strettamente preventiva ed effettuare tempestivamente la diagnosi di una eventuale complicazione è davvero l'unico obiettivo. Tra le condizioni che se non diagnosticate tempestivamente possono causare lesioni alla nascita troviamo: infezioni materne, macrosomia fetale, diabete gestazionale, distacco della placenta e altro.
Sindrome feto-alcolica ed Effetti dell’alcol sul feto
Tutti sanno che bere alcol in gravidanza (anche in piccole quantità) può avere gravi effetti sul feto. Un uso elevato di alcol, infatti, può determinare la Sindrome feto-alcolica ed Effetti dell’alcol sul feto, con conseguenti disturbi neurologici (ritardo mentale, difficoltà di apprendimento etc) e difetti congeniti (malformazioni degli organi vitali e caratteristiche fisiche riconoscibili). Non bere alcol in gravidanza è l’unica forma di prevenzione.
Rischi di complicanze nelle varie fasi della gravidanza
La gravidanza è una fase molto delicata per la salute della donna e del bambino. Generalmente dura 40 settimane a partire dall’ultimo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Questo periodo può essere suddivido in tre trimestri, ognuno dei quali molto delicato e con possibili complicanze sia per la madre che per il bambino. È per questo che ogni periodo della gestazione deve essere attentamente monitorato.
Sbavamento eccessivo (scialorrea) nei neonati
Fino ai 2 anni di età, sia per l’inizio della dentizione che per un non ancora sviluppato controllo dei muscoli della deglutizione, bambini sbavano molto. Se, però, lo sbavamento diventa eccessivo e perdura dopo i 4 anni, è opportuno rivolgersi al medico poiché può essere sintomo di problemi neurologici (paralisi cerebrale, autismo e paralisi di Bell), di difficoltà nella deglutizione, o di reflusso gastrico o infezione. Opportune terapie farmacologiche possono aiutare a controllare questo fenomeno.
Ogni bambino, con le sue tempistiche, raggiunge nel tempo le tappe fondamentali dello sviluppo. Se, però, alcune pietre miliari non vengono raggiunte, è opportuno rivolgersi al medico per escludere la presenza di eventuali ritardi cognitivi o patologie congenite come l’autismo, la distrofia muscolare etc. Prima ci si accorge di eventuali ritardi nello sviluppo, prima si può intervenire migliorando le capacità del bambino.

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