Come deve comportarsi la mamma per evitare il parto prematuro?

Il neonato è considerato prematuro quando nasce prima della 39ma settimana di gestazione.  Diverse sono le conseguenza dovute al sottosviluppo degli organi e dei sistemi corporei: i bambini prematuri soffrono spesso di problemi respiratori, hanno difficoltà di alimentazione e sono predisposti a subire lesioni alla nascita, come quelle che seguono:
– Emorragia intraventricolare (IVH – emorragia cerebrale)
– Encefalopatia ipossico ischemica (HIE)
– Leucomalacia periventricolare (PVL)
– Ictus
– Sepsi
– Meningite
– Paralisi cerebrale infantile
– Disabilità intellettiva
– Ritardi nello sviluppo
– Idrocefalia
– Disturbi motori
Queste lesioni alla nascita possono causare al neonato problemi permanenti. E’ fondamentale, per ciò, che i medici adottino tutte le misure necessarie a prevenire il parto prematuro. I medici devono raccogliere quante più informazioni possibili sulle madri in attesa al fine di venire a conoscenza di eventuali problemi che favoriscano la nascita prematura o della presenza di qualsiasi fattore di rischio.
Abbiamo in altre occasioni parlato dei diversi tipi di interventi medici che aiutano a prevenire la nascita prematura. In questo articolo, si discuteranno i modi in cui le madri possono comportarsi per cercare di prevenire il parto prematuro. Tutte le questioni relative alle cure prenatali devono comunque essere discusse con l’ostetrico della madre.

Quali sono i fattori di rischio per il parto prematuro?

Identificare all’inizio della gravidanza i fattori di rischio per la nascita prematura facilita la possibilità di intervenire per prevenirlo. Ciò premesso, è importante osservare che molte donne, anche se non presentano fattori di rischio, partoriscono spesso prematuramente. I fattori di rischio per la nascita prematura sono i seguenti:

  1. Precedente parto pretermine, sia gemellare che di un singolo bambino. Le esperienze già vissute sono il fattore di rischio più determinante nella nascita prematura del singolo bambino o anche dei gemelli.
  2. Precedente aborto. Sia nel caso di aborto indotto da intervento medico che di aborto spontaneo.
  3. Breve intervallo tra due gravidanze. Quanto prima la madre rimane nuovamente incinta dopo la gravidanza, tanto maggiore è il rischio di parto prematuro.
  4. Riproduzione assistita. Le gravidanze mediate da tecniche di riproduzione assistita, come la fertilizzazione in vitro, sono a più alto rischio di parto pretermine.
  5. Essere incinta di due, tre o più gemelli.
  6. Sanguinamento vaginale causato dal parziale spargimento del rivestimento uterino durante le prime fasi della gravidanza (emorragia deciduale).
  7. Infezioni. Queste includono la corionamnionite, cioè l’infiammazione della placenta e delle membrane fetali generata dalle infezioni della madre, come lostreptococco del gruppo B (GBS), leinfezione del tratto urinario (UTI), levaginosi batteriche (BV), ed Escherichia coli. Anche se le infezioni materne non sono l’unica causa della corionamniosite, sono comunque da considerarsi fattori di rischio per il parto pretermine. Avere lacervice corta è un fattore di rischio sia per le infezioni che per la nascita prematura.
  8. Malattie parodontali. Ovvero infezioni orali, come quelle gengivali e dentali.
  9. Età della mamma troppo bassa o troppo alta.
  10. Alta pressione sanguigna durante la gravidanza / preeclampsia.
  11. Abuso di sostanze come tabacco e alcol.

Distocia di spalla ed Encefalopatia Ipossico-ischemica

Quando si presenta la distocia di spalla, non si riesce a far uscire velocemente il bambino. Il parto prolungato è spesso associato alla distocia alla spalla. Talvolta, il parto può protrarsi causando una diminuzione del necessario apporto di ossigeno al bambino. Inoltre, la distocia alla spalla è spesso associata con problemi al cordone ombelicale, come ad esempio la compressione del cordone stesso. Il cordone ombelicale è di vitale importanza per il nascituro poiché è il mezzo attraverso cui quest’ultimo viene rifornito di sangue e, quindi, di ossigeno. Quando il cordone ombelicale non riesce a fornire ossigeno sufficiente il bambino può sviluppare encefalopatia ipossico-ischemica. Quando si presenta la distocia di spalla, il cordone ombelicale resta intrappolato, generalmente, tra le braccia del bimbo e l’osso pelvico delle madre. Questo è un problema molto serio, ed il bambino deve essere fatto nascere quanto prima, generalmente attraverso un parto cesareo d’urgenza. Quando il parto si prolunga, il medico deve valutare se il tempo del parto si è allungato per difficoltà dovute alle grosse dimensioni del feto o alle piccole dimensioni del bacino della madre. Se queste valutazioni vengono fatte per tempo si può prontamente concordare un parto cesareo, la via più semplice, in queste situazioni, per far nascere il bambino. La distocia di spalla, infatti, deve essere considerata un’emergenza perché la mancanza di ossigeno nel bambino si verifica quando la testa è fuori dal corpo materno ma il resto del corpo è ancora dentro il canale uterino. La chiave per evitare lesioni è avere un piano alternativo per il parto eseguibile senza eccessiva forza o trazioni. I medici sono istruiti ad effettuare specifiche manovre volte a ruotare il bambino dalla posizione in cui la spalla è bloccata ad un’altra che permette al bambino di passare attraverso il canale del parto. In molti casi la mamma potrebbe essere messa nella posizione di McRoberts, con le gambe flesse e pigiate contro il petto. Generalmente viene applicata uno specifico tipo di pressione, chiamato pressione soprapubica. La pressione soprapubica è applicata appena sotto l’ombelico e aiuta il nascituro a muovere le spalle nella corretta posizione.

Come la mamma può tentare di prevenire il parto prematuro

La somministrazione del progesterone e ilcerchiaggio cervicale sono gli unici trattamenti medici che si sono dimostrati efficaci nel ridurre in modo significativo l’insorgere di parti pretermine. Tuttavia, molti esperti raccomandano le seguenti indicazioni per aiutare a prevenire il parto prematuro.

  • Seguire un attento regime nutrizionale. Ci sono prove del fatto che una nutrizione inadeguata durante la gravidanza può concorrere a causare il parto prematuro. Le madri che seguono un regime alimentare adeguato e che hanno un normale indice di massa corporea (rapporto tra peso e altezza) vivono una gravidanza più serena rispetto alle altre madri. Una bassa assunzione di acidi grassi (come l’olio di pesce) è stata associata ad un tasso più alto di nascite premature. In un particolare studio è stato dimostrato che nelle madri, la cui dieta è stata completata con l’olio di pesce, c’è stata una minore incidenza di nascite prima della 34a settimana rispetto alle madri che non hanno arricchito la loro dieta con questo acido grasso (effetto placebo?). In un altro studio, le diete delle mamme sono state integrate con un altro tipo di acido grasso (l’acido docosaesaenoico) presente nelle uova fortificate, tali madri hanno partorito i loro bambini con sei giorni di ritardo rispetto a chi non ne aveva assunto. Una dieta povera di grassi saturi e di colesterolo, arricchita invece con acidi grassi polinsaturi (pesci, carni a basso contenuto di grassi, latticini, oli, cereali integrali, frutta, verdura, legumi) riduce in modo significativo il tasso di nascite premature nelle gravidanze a basso rischio rispetto alle madri che non hanno seguito un regime dietetico specifico.
  • Evitare un intervallo di tempo breve tra due gravidanze successive. Le madri che hanno due gravidanze successive con un intervallo inferiore ai 6 mesi tra i due successivi parti sono considerate ad alto rischio per un parto prematuro.
    Ricevere un corretto trattamento di eventuali infezioni del tratto urinario (UTI). L’ UTIdovrebbe essere rapidamente diagnosticata e trattata con antibiotici. I medici ne devono prescrivere un ciclo di 3/10 giorni, tempo necessario affinché sia la madre che il bambino siano al sicuro. La scelta degli antibiotici favorisce l’individuazione e l’eliminazione dei microrganismi infettanti più comuni. L’ampicillina era il farmaco prescelto per questi trattamenti, ma negli ultimi anni l’E. coli è diventato sempre più resistente all’ampicillina e ad altri antibiotici. Pertanto è fondamentale che vengano eseguiti i test di sensibilità agli antibiotici per determinare quali farmaci sono più indicati per trattare ciascun tipo di infezione a seconda del caso. Al termine della terapia antibiotica è importante effettuare un nuovo esame della cultura delle urine per essere certi che l’infezione della madre sia guarita. Le UTI hanno un alto tasso di recidività nelle donne in gravidanza, una volta riscontrata una infezione nella neomamma diventa quindi fondamentale monitorarne frequentemente l’urinocoltura. Tali esami, ripetuti costantemente, permettono allo staff medico di capire se e come l’antibiotico prescelto stia lavorando o se sia necessario passare ad un antibiotico più sensibile per l’infezione specifica di quella madre.
    Alcuni antibiotici comuni, contenenti fluorochinoloni e tetracicline, non dovrebbero essere prescritti durante la gravidanza a causa dei loro possibili effetti tossici sul bambino. Tuttavia, nel caso di microrganismi resistenti, l’uso dei fluorochinoloni è appropriato e necessario.
    Anche le madri che non manifestano sintomi devono essere trattate in funzione delle potenziali complicazioni per il bambino. Mediante lo screening e il trattamento aggressivo, è stato possibile ridurre in modo significativo nelle donne in gravidanza l’incidenza annuale di infezione renale. La ricerca mostra che il trattamento delle donne in gravidanza con batteri nelle urine diminuisce l’incidenza di parto pretermine e di neonati sottopeso alla nascita. L’ infezione renale è una malattia grave che può progredire in sepsi materna (infezione del sangue), parto pretermine e neonato prematuro. Il trattamento aggressivo nelle prime fasi è importante per prevenire ulteriori complicazioni. L’ospedalizzazione è indicata nelle donne che manifestano segni di sepsi, come il vomito e la disidratazione, o che stanno avendo contrazioni. Il trattamento con cefalexina orale o cefalotina endovenosa ha un alto tasso di successo, entrambi i trattamenti prevengono il parto pretermine e i problemi di sottopeso del piccolo alla nascita. La terapia antibiotica deve essere iniziata prima di aver visionato i risultati della cultura delle urine e i test di sensibilità. Diversi trattamenti antibiotici possono essere utilizzati, tra i quali la cefazolina, la gentamicina insieme all’ampicillina, il ceftriaxone intramuscolare. Il trattamento di una infezione renale deve continuare fino a quando la madre non ha più febbre. La maggior parte delle madri rispondono all’idratazione e al trattamento antibiotico rapidamente, ovvero entro le prime 24/48 ore. Il trattamento iniziale può fallire nel caso in cui l’organismo infettante manifesta resistenza all’antibiotico.
  • Ridurre l’affaticamento durante il lavoro. La ricerca mostra che la fatica del lavoro è un fattore di rischio di parto pretermine. Le donne in gravidanza rischiano maggiormente di avere un parto pretermine se lavorano più di 42 ore settimanali, se restano in piedi per più di 6 ore al giorno, o se non sono soddisfatte professionalmente.
    Nel caso in cui si siano utilizzate tecniche di riproduzione assistita (ART), ridurre il rischio di avere parti multipli (gemelli o più). Le nascite multiple hanno una probabilità sei volte maggiore rispetto a quelle singole di avvenire pretermine. Una strategia per prevenire un parto multiplo a seguito di una ART include limitare il numero di pre-embrioni trasferiti in ogni ciclo di ART.
  • Evitare sigarette e cocaina. Il fumo è associato con le nascite pretermine. Questa situazione può essere spiegata per mezzo delle complicanze associate al fumo, come ildistacco di placenta, la rottura prematura delle membrane (PROM), la placenta previa e larestrizione della crescita intrauterina (IUGR). I ricercatori hanno pensato anche che il fumo ha un effetto diretto per un parto pretermine spontaneo.
    Circa il 60% delle donne incinta che risultano positive alla cocaina partoriscono prima del termine. I medici devono ascoltare tutta la storia clinica approfondita delle loro pazienti, e, per quelle madri che fumano o usano cocaina, richiedere consulenze e programmi di intervento comprensivi di trattamento che deve essere somministrato.
  • Arresto improvviso e inizio di travaglio pretermine. Se la madre entra in travaglio prima del termine, il medico può darle un farmaco chiamato tocolitico per interrompere temporaneamente le contrazioni. Questo farmaco non elimina la condizione che ha causato un travaglio pretermine, ma ritarda il parto di circa 48 ore in modo che possano essere somministrati steroidi alla madre per favorire la maturazione dei polmoni del bambino (e di altri tipi di tessuto). L’indometacina è il farmaco tocolitico più comunemente utilizzato.
  • Discutere con il medico la possibilità di interventi per tentare di impedire il parto pretermine. Tutte le neomamme dovrebbero conoscere i differenti fattori di rischio per lagravidanza ad alto rischio e per il parto pretermine. Alcuni interventi medici sono stati indicati come molto efficace nel prevenire il parto prematuro nelle donne con gravidanze a rischio.
    Le madri con una cervice breve o incompetente possono essere trattate con il cerchiaggio. Il cerchiaggio è un’operazione che tenta di rinforzare il muscolo della cervice fissandolo in uno o più punti prevenendo così la nascita prematura; la madre può essere sottoposta al cerchiaggio tra la 14° e la 24° settimana di gravidanza, talvolta anche prima. I punti vengono rimossi tra la 36° e la 38° settimana per evitare problemi durante il travaglio e il parto. Le madri che hanno già partorito prematuramente o che hanno una cervice breve possono beneficiare del progesterone, ovvero un ormone prodotto nel corpo che aiuta le donne a rimanere incinta e a portare avanti la gravidanza. Il progesterone aiuta l’utero a crescere ed arresta le contrazioni. Le madri possono utilizzare progesterone naturale o in forma sintetica; il trattamento può essere iniettato nel muscolo o direttamente in vagina giornalmente. Il metodo che sarà utilizzato nel trattamento con il progesterone dipende dal motivo per il quale la madre è a rischio di avere un parto prematuro.

Quali sono i segni di travaglio pretermine?

Un travaglio pretermine inizia di solito in modo imprevisto. Come per un travaglio regolare, i segnali di un travaglio precoce sono:
– Contrazioni (l’addome si stringe come a seguito di un pugno) ogni 10 minuti o più
– Cambiamento nelle perdite vaginali (fuoriuscita di liquido o sanguinamento dalla vagina)
– Pressione pelvica (la sensazione che il bambino stia spingendo verso il basso)
– Un mal di schiena sordo e costante nella parte bassa della schiena
– Crampi addominali estesi come nel periodo mestruale
– Crampi addominali con o senza diarrea

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Il parto prematuro mette il bambino a rischio di subire numerose lesioni alla nascita. I medici devono riconoscere i fattori di rischio per il parto prematuro e seguire tutti gli standard di cura per evitare che il bambino nasca prima del termine. Il progesterone e il cerchiaggio cervicale sono trattamenti medici importanti per aiutare a prevenire la nascita prematura.

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