Le convulsioni / scosse epilettiche dopo la nascita (convulsioni neonatali) indicano che si è verificato un danno da parto?

Sì, le convulsioni/scosse epilettiche dopo la nascita (convulsioni neonatali) possono indicare che si è verificato un danno da parto. Le convulsioni / scosse epilettiche nel neonato comunemente indicano che si è verificato un evento durante il parto o in sua prossimità che ha causato danni al cervello del neonato stesso. In realtà, le crisi epilettiche possono essere il primo (e forse l'unico) segno clinico di lesione cerebrale o disturbo in un neonato. Le convulsioni spesso si sviluppano nei bambini che hanno subito una carenza di ossigeno in prossimità del travaglio, durante il travaglio o durante le prime 24 ore di vita.

Cosa sono le scosse epilettiche?

Le scosse epilettiche/convulsioni si verificano quando ci sono anormali scariche elettriche nel cervello (attività elettrica incontrollata) che producono condizioni come convulsioni, disturbi cerebrali e coscienza alterata. Durante o vicino il momento del travaglio e del parto, gli incidenti che privano il cervello del feto del necessario apporto di ossigeno possono determinare nel bambino convulsioni dopo la nascita. Quando si verifica una mancanza di ossigeno, si determina una serie di eventi tipici che causano una diminuzione della produzione di energia nel cervello. Ciò può indurre il cervello a produrre una sostanza chimica che provoca un'eccitazione eccessiva in una parte del cervello chiamata corteccia. Le crisi epilettiche dopo la nascita possono anche essere il risultato di infezioni cerebrali del feto o di altre condizioni che fanno diminuire il flusso di sangue ricco di ossigeno al cervello del bambino.

Le convulsioni dopo la nascita devono essere tempestivamente diagnosticata e trattate, perché non solo sono convulsioni causate da lesioni cerebrali, ma anche perché gli attacchi convulsivi stessi possono causare danni al cervello, rendendo, in tal modo, un danno cerebrale esistente ancora più grave.

Cause di convulsioni/scosse epilettiche nel neonato

Le condizioni che si verificano in prossimità o durante il periodo del travaglio e del parto tali da poter causare convulsioni dopo la nascita possono comprendere:

  • Encefalopatia ipossico-ischemica (HIE): è la causa più comune di convulsioni neonatali. Circa l'80% dei casi di crisi epilettiche neonatali sono attribuite all'encefalopatia ipossico-ischemica. L'encefalopatia ipossico-ischemica è un tipo di lesione cerebrale causata da una mancanza di ossigeno nell'encefalo al momento del parto o in sua prossimità. Questa mancanza di ossigeno fetale può essere causata dalla diminuzione di ossigeno nel sangue del bambino (ipossiemia o ipossia) e / o dalla riduzione del flusso sanguigno (ischemia) al cervello.

Le condizioni che possono causare l'encefalopatia ipossico-ischemica sono le seguenti:

  • Pressione alta della gestante (preeclampsia) non trattata: la preeclampsia è particolarmente pericolosa perché causa le restrizione dei vasi che portano il sangue al feto, diminuendo così la quantità di sangue ricco di ossigeno che raggiunge il feto.
  • Condizioni riguardanti il cordone ombelicale: qualsiasi complicazione del cordone ombelicale può seriamente ostacolare l'apporto di sangue ricco di ossigeno al feto. Il cordone ombelicale può essere considerato l'ancora di salvezza del bambino. Se il sangue non riesce a passare attraverso il cordone, il feto non sarà in grado di ricevere ossigeno. Le lesioni e le complicazioni del cordone ombelicale possono includere:
    • Giri di cordone attorno al collo: complicazione in cui il funicolo ombelicale si avvolge, una o più volte, intorno al collo del bambino.
    • Prolasso del cordone ombelicale: complicazione in cui il cordone fuoriesce davanti al bambino e viene compresso nel canale del parto.
    • Compressione del cordone ombelicale: complicazione in cui il cordone ombelicale viene compresso da una pressione che diminuisce o ostacola il flusso di sangue, ossigeno e nutrienti al feto.
  • Complicazioni uterine o placentari: condizioni della placenta o dell'utero possono includere placenta previa, distacco di placenta, insufficienza placentare e rottura d'utero. Il sangue ricco di ossigeno si affluisce dalla madre al feto attraverso la placenta ed il cordone ombelicale. Se qualcosa impedisce al sangue di fluire sia dentro o fuori la placenta, l'apporto di sangue ricco di ossigeno al bambino attraverso il cordone ombelicale subirà una diminuzione.
  • Tachisistole (contrazioni uterine eccessivamente frequenti): tali tipi di contrazioni possono essere causati dai farmaci per l'induzione del travaglio, come l'ossitocina o il Cytotec, che possono causare contrazioni talmente forti e veloci da determinare essenzialmente una contrazione continua che va costantemente a ledere o comprimere i vasi sanguigni dell'utero e della placenta. Questi vasi trasportano il sangue al bambino attraverso il cordone ombelicale. A causa della pressione costante su tali vasi, l'apporto di sangue ricco di ossigeno verso il feto può essere notevolmente ridotta.
  • Complicazioni legate alla dimensione o la posizione del bambino possono includere la presentazione podalica, la sproporzione cefalo-pelvica (la testa o il corpo del bambino sono troppo grandi per passare attraverso il bacino della madre o il canale del parto), o macrosomia (il bambino è più grande della media).
  • Trauma o emorragia nel cervello del feto: le emorragie intracraniche che si verificano durante il travaglio e il parto possono privare il cervello del feto di sangue ricco di ossigeno.
    Uso improprio di strumenti per il parto operativo, come il forcipe e la ventosa ostetrica: tali strumenti aumentano il rischio di emorragia cerebrale nel bambino.
  • Parto ritardato e parto cesareo d'emergenza eseguito in ritardo: in caso di feto in carenza di ossigeno, i medici devono eseguire il parto immediatamente. Il non far partorire subito un feto con un tracciato patologico può provocare danni permanenti al cervello ed encefalopatia ipossico-ischemica.
  • Prolungamento della seconda fase del travaglio: la seconda fase del lavoro inizia nel momento in cui la madre è completamente dilatata e si conclude quando il bambino viene partorito. La seconda fase del travaglio è considerata prolungata quando dura più di quattro ore. Un secondo stadio prolungato è il più delle volte associato con sproporzione cefalo-pelvica. In tal caso, è necessario eseguire il cesareo al fine di ridurre al minimo i rischi di lesioni cerebrali traumatiche ed encefalopatia ipossico-ischemica.
  • Infezione: le più comuni infezioni che nei neonati possono causare crisi epilettiche sono la meningite, lo streptococco di gruppo B, l'encefalite, il citomegalovirus e il virus herpes simplex. Si i bambini possono infettarsi anche dopo il parto, la causa più comune di infezione neonatale è l'infezione materna non diagnosticata e non trattata che viene trasmessa al bambino attraverso il canale del parto. Rientra nei doveri di cura del medico quello di monitorare varie infezioni durante la gravidanza e di predisporne ed attuarne un appropriato trattamento.
  • Kernittero: tutte le persone hanno naturalmente nei loro corpi un sottoprodotto di del metabolismo (distruzione) dei globuli rossi: la bilirubina. A volte, i bambini hanno difficoltà a sbarazzarsi della bilirubina che, quindi, si accumula nel sangue e provoca l'ittero. In caso di grandi quantità di bilirubina nel sangue del neonato, aumentano le probabilità che la bilirubina possa far ingresso nel cervello del bambino. La bilirubina è neurotossica, e quando entra in contatto con il tessuto cerebrale si verifica un condizione pericolosa chiamata Kernittero. Il kernittero è un tipo di lesione cerebrale che può causare paralisi cerebrale infantile e convulsioni dopo il parto.

Tipi di convulsioni neonatali

Le convulsioni nei neonati sono classificate come subdole, cloniche, toniche o miocloniche:

  • Convulsioni subdole: le crisi epilettiche subdole sono spesso difficili da vedere. Questo tipo di convulsioni comprende circa il 50% di tutte le convulsioni neonati. Nel bambino affetto da questo tipo di disturbi convulsivi possono verificarsi movimenti "a bicicletta", fissazione dello sguardo o movimenti facciali ripetitivi
  • Convulsioni cloniche: nei neonati sono contraddistinte da scatti ritmici di una parte del corpo. Questo tipo di convulsione rappresenta circa il 25% di tutte le convulsioni nei neonati.
  • Convulsioni miocloniche: comportano spasmi o movimenti a scatto e sono le più gravi, spesso indicando danni cerebrali gravi.
  • Convulsioni toniche: le crisi epilettiche di tipo tonico causano contrazioni sostenute e rappresentano circa il 5% delle convulsioni dei bambini. A volte gli occhi possono girarsi verso l'alto e la respirazione può fermarsi temporaneamente.

Diagnosi delle convulsioni del neonato

Il test diagnostico primario per verificare l'attività epilettica e determinare la posizione del cervello colpita è l'elettroencefalogramma (EEG). L'esame viene eseguito attraverso il collegamento di elettrodi alla testa del bambino. Gli elettrodi rilevano l'attività elettrica del cervello e mostrano le sue variazioni nel tempo. I risultati appaiono sullo schermo e su tracciati stampati.
Le convulsioni dopo la nascita in combinazione con altri segni possono essere motivo di preoccupazione
Le convulsioni dopo la nascita indicano che una lesione da parto potrebbe essersi potenzialmente verificata. Non sono, tuttavia, l'unico segno. Se i seguenti segni si verificano in concomitanza a crisi epilettiche dopo il parto, possono essere giustificate ulteriori indagini:

  • Il bambino è pallido o di colore blu dopo il parto
  • Il bambino ha problemi di respirazione dopo il parto
  • la frequenza cardiaca del bambino è risultata anomala intorno intorno al momento del parto
  • Il bambino richiede la rianimazione per problemi di respirazione o di frequenza cardiaca
  • Il bambino ha un punteggio Apgar bassoad a un minuto e / o 5 minuti dopo la nascita
  • L'emogasanalisi del cordone ombelicale del neonato rileva valori anomali
  • Il bambino è lento o letargico
  • Il bambino ha difficoltà a nutrirsi o nessun interesse per l'alimentazione
  • Il bambino ha movimenti strani in viso, braccia o gambe
  • Il bambino favorisce un lato del corpo

Il tuo bambino ha avuto convulsioni dopo il parto?

Al fine di evitare attacchi epilettici dopo il parto, tutto il personale medico deve seguire rigorosamente gli standard di cura. Sia la madre che il bambino devono essere attentamente monitorati durante il travaglio ed il parto, ed appropriati test prenatali devono essere eseguiti in modo da evitare condizioni che causano crisi epilettiche dopo la nascita, come la l'encefalopatia ipossico-ischemica e le infezioni. L'aver omesso di monitorare correttamente la madre ed il bambino e di seguire le leges artis della medicina determina colpa medica. Se il sanitario non riesce a riconoscere i segni indicanti che il bambino sta avendo o possa avere crisi epilettiche dopo la nascita, e le crisi stesse e le loro cause non vengono trattate, si può parlare di malasanità.

Se al tuo bambino è stata diagnosticata una lesione cerebrale e pensi che essa possa essere stata aggravata da convulsioni non trattate, contatta GRDLEX attraverso il nostro modulo online o telefonando. Ti aiuteremo a capire se il danno cerebrale del tuo bambino sia ascrivibile a colpa medica.

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