Trattamento dell’encefalopatia ipossico-ischemica: Xenon combinato ad ipotermia terapeutica

L'ipotermia terapeutica è il trattamento standard per l'encefalopatia ipossico-ischemica.  Può ridurre l'entità del danno cerebrale permanente se somministrata poco dopo la nascita o l'insulto da mancanza di ossigeno (entro sei ore, anche se si può ottenere qualche beneficio dalla terapia fino a 24 ore).

Utilizzando un casco termico o una coperta termica, la temperatura corporea del bambino viene abbassata a 33,5 gradi Celsius per 72 ore. Durante questo periodo di raffreddamento, le cellule cerebrali sono in grado di recuperare, con diminuzione o prevenzione della gravità e della diffusione dei danni cerebrali.

Nonostante i vantaggi dell'ipotermia, il 40-50% dei bambini con encefalopatia ipossico-ischemica da moderata a grave avrà ancora risultati di sviluppo scarsi in seguito all'ipotermia stessa.

Ciò perché l'ipotermia terapeutica ha un effetto ridotto in caso di gravi lesioni cerebrali da asfissia. Per aiutare i bambini colpiti da tali gravi lesioni, i ricercatori stanno sperimentando diverse opzioni di trattamento migliorate che possono essere implementate insieme all'ipotermia terapeutica (1).

Lo Xenon come agente combinatorio

L'uso dello Xenon come agente combinatorio al processo di raffreddamento ha mostrato un miglioramento degli esiti. Lo Xenon è un gas nobile che è stato utilizzato come anestetico sicuro dal 1951. Esso provoca riduzione nel rilascio del neurotrasmettitore, che è una parte significativa della cascata neurotossica della morte cellulare che si verifica nell'encefalopatia ipossico-ischemica neonatale (2, 3).

Gli studi hanno dimostrato che la combinazione di terapia ipotermica con Xenon riduce le lesioni neonatali più efficacemente rispetto a qualsiasi altra combinazione di terapia ipotermica e altri anestetici chiamati antagonisti recettori del glutammato NMDA.

La combinazione di terapia ipotermia e Xenon è risultata raddoppiare la neuroprotezione dopo l'encefalopatia ipossico-ischemica moderata quando il gas è inalato a un dosaggio sub-anestetico del 50% per un periodo di 18 ore durante le 72 ore di terapia ipotermica. Stabilizza anche la reattività cerebrovascolare e la pressione sanguigna (1).

Combinazione di Xenon ed ipotermia terapeutica

In uno studio, che includeva dati da marzo 2010 ad aprile 2011, 14 neonati sono stati sottoposti a 72 ore di raffreddamento entro 2-10 ore dalla nascita. In combinazione con il raffreddamento, i neonati hanno inalato il 50% di Xenon per un massimo di 18 ore. Si è verificata una depressione segnalata dell' attività convulsiva mentre lo Xenon veniva inalato. Inoltre, i neonati sono tornati per la valutazione a 18-20 mesi e sono risultati avere uno sviluppo normale o soggetti solo a lievi ritardi.

Uso futuro di Xenon nel trattamento dei bambini con encefalopatia ipossico-ischemica

Secondo questi studi, tuttavia, lo Xenon non è ancora previsto per essere utilizzato nella maggior parte delle procedure di ipotermia perché:

  • Lo Xenon è costoso e difficile da trovare (è un elemento traccia prodotto dalla distillazione frazionaria dell'aria liquefatta durante la purificazione dell'ossigeno).
  • Lo Xenon per essere utilizzato correttamente richiede uno speciale sistema a circuito chiuso che è costoso e non ampiamente disponibile.
  • La quantità di Xenon utilizzato deve essere studiata più da vicino (concentrazioni di Xenon del 70% e superiori possono causare depressione respiratoria).
  • I risultati di molti studi sono inconcludenti per quanto riguarda i benefici dello Xenon per i neonati con gravi casi di encefalopatia ipossico-ischemica (2).

L'uso dell'inalazione di Xenon durante la terapia con ipotermia ha avuto benefici per i neonati con encefalopatia ipossico-ischemica da lieve a grave, ma non ha mostrato un netto miglioramento nei neonati con i casi più gravi. L'attuazione del suo utilizzo richiederebbe ulteriori studi sulla quantità ideale da utilizzare, il momento ideale per incorporarla nel processo di raffreddamento e quali siano i bambini che traggono maggiori vantaggi dal suo utilizzo.

Fonti

  1. Sabir, H., Osredkar, D., Maes, E., Wood, T., & Thoresen, M. (2016). Xenon Combined with Therapeutic Hypothermia Is Not Neuroprotective after Severe Hypoxia-Ischemia in Neonatal RatsPlos One,11(6). doi:10.1371/journal.pone.0156759

  2. Amer, A. R., & Oorschot, D. E. (2018). Xenon Combined With Hypothermia in Perinatal Hypoxic-Ischemic Encephalopathy: A Noble Gas, a Noble MissionPediatric Neurology,84, 5-10. doi:10.1016/j.pediatrneurol.2018.02.009

  3. Christoph M Rüegger, Peter G Davis, Jeanie L Cheong (2018). Xenón como adyuvante a la hipotermia terapéutica en los recién nacidos cerca del término y a término con encefalopatía hipóxica‐isquémica, in Cochrane Database of Systematic Reviews, reperito su https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD012753.pub2/information/es il 01 giugno 2020.

  4. Azzopardi, D., Robertson, N. J., Bainbridge, A., Cady, E., Charles-Edwards, G., Deierl, A., . . . Edwards, A. D. (2016). Moderate hypothermia within 6 h of birth plus inhaled xenon versus moderate hypothermia alone after birth asphyxia (TOBY-Xe): A proof-of-concept, open-label, randomised controlled trialThe Lancet Neurology,15(2), 145-153. doi:10.1016/s1474-4422(15)00347-6

  5. Xenon Ventilation During Therapeutic Hypothermia in Neonatal Encephalopathy: A Feasibility Study. (2014). Pediatrics,133(5). doi:10.1542/peds.2013-0787d

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